Visualizzazioni totali

sabato 16 maggio 2026

Georgy Anisko all’Arcadia: il ritorno di un talento cresciuto attraverso la musica

 Il 15 maggio, presso l’Auditorium F. Chopin dell’Associazione Musicale e Culturale Arcadia di Trani, abbiamo vissuto una serata che difficilmente resterà soltanto un concerto nella memoria di chi era presente.



Ospite dell’Arcadia è stato il giovane violinista e compositore lettone Georgy Anisko, reduce dal secondo premio ottenuto al Concorso Internazionale “Città di Barletta”, protagonista di un’esibizione intensa, raffinata e profondamente autentica.


Ma ciò che ha reso speciale questa serata non è stato soltanto il valore artistico del concerto.

Georgy Anisko è infatti legato alla nostra realtà da molti anni. Lo conoscemmo quando era appena un bambino, durante la prima edizione del Festival Internazionale di Musica Classica, Jazz e Contemporanea organizzato dall’Arcadia. Aveva circa cinque anni, ma possedeva già quella sensibilità musicale rara che permette di intuire immediatamente la presenza di un talento autentico.

Nel tempo quel primo incontro si è trasformato in un legame umano e artistico profondo, costruito attraverso la stima reciproca, la musica e l’affetto verso la sua famiglia.

Rivederlo oggi sul palco dell’Auditorium Chopin, da giovane musicista ormai maturo e premiato in ambito internazionale, ha rappresentato per tutti noi qualcosa di particolarmente significativo. È stato come osservare il compimento naturale di un percorso iniziato molti anni fa.

La serata ha regalato momenti di grande intensità emotiva, culminati nell’esecuzione di “Ninfea”, composizione di Roberto Fasciano per violino e pianoforte, interpretata insieme allo stesso Georgy Anisko.

“Ninfea” nasce dall’immagine della ninfea bianca mediterranea, pianta rara e fragile, simbolo di delicatezza ma anche di resistenza silenziosa. Il brano si sviluppa attraverso una scrittura fatta di sospensioni, respiri sonori, sfumature timbriche e ricerca evocativa, elementi che appartengono al percorso del cosiddetto “suono mediterraneo contemporaneo”.

In questa visione artistica, il Mediterraneo non è soltanto uno spazio geografico, ma una memoria culturale, un paesaggio interiore, una materia poetica da trasformare in musica contemporanea.

L’intesa musicale tra violino e pianoforte ha restituito al pubblico proprio questa dimensione: non semplice accompagnamento, ma dialogo continuo, ascolto reciproco e costruzione condivisa del suono.

Il pubblico ha seguito l’intero concerto con grande attenzione e partecipazione emotiva, tributando lunghi applausi finali ai protagonisti della serata.

Eventi come questo confermano ancora una volta il ruolo dell’Arcadia come luogo di incontro tra culture, generazioni e percorsi artistici differenti. Un luogo in cui la musica continua a creare relazioni autentiche, crescita culturale e occasioni di bellezza condivisa.





















Nessun commento:

Posta un commento