Domenica 1° marzo l’Auditorium “F. Chopin” dell’Associazione Musicale e Culturale Arcadia ha accolto “Raccontando Chopin – Concerto Candlelight”, recital ideato e interpretato dal M° Roberto Fasciano nell’ambito della quinta edizione del Festival Internazionale di Musica Classica, Jazz e Contemporanea.
La sala completamente esaurita, con pubblico proveniente anche da diverse province pugliesi, ha confermato la forza attrattiva di un progetto che non nasce come semplice esecuzione pianistica, ma come costruzione culturale.
Un format originale
“Raccontando Chopin” è stato concepito come un percorso articolato tra pianoforte, narrazione e proiezioni iconografiche. Ogni brano è stato introdotto da un episodio della vita di Frédéric Chopin, restituendo al pubblico non solo la musica, ma il contesto umano e storico in cui essa è maturata.
La scelta della formula Candlelight ha richiamato l’atmosfera dei salotti ottocenteschi tanto cari al compositore, favorendo un ascolto raccolto e concentrato, in cui ogni sfumatura timbrica potesse emergere con chiarezza.
Il percorso musicale
Il programma ha alternato pagine di forte rilievo concertistico a momenti di intensa concentrazione lirica.
L’Impromptu op. 29 e lo Studio op. 10 n. 9 hanno evidenziato solidità tecnica e controllo della forma; la Polacca op. 40 n. 2 e la Mazurka op. 7 n. 1 hanno richiamato la dimensione identitaria del compositore. I Notturni op. 9 n. 2 e op. 32 n. 2 hanno aperto uno spazio di intimità misurata.
Particolarmente intensa la sezione dedicata ai Preludi, introdotti dal racconto del soggiorno a Maiorca. Durante l’esecuzione del Preludio op. 28 n. 4 la sala ha raggiunto un silenzio assoluto: un momento di ascolto condiviso che ha trasformato l’esecuzione in esperienza collettiva.
I due mondi
Il fulcro simbolico della serata si è sviluppato attorno ai due valzer eseguiti: il Valzer op. 69 n. 2 e il Gran Valzer brillante op. 34 n. 2.
Chopin morirà a Parigi nel 1849. Il suo corpo resterà in Francia. Il suo cuore verrà riportato a Varsavia. Un uomo diviso tra la Parigi elegante dei salotti e la patria degli affetti e della prima giovinezza.
Nel Valzer op. 69 n. 2 questa doppia appartenenza si percepisce come malinconia trattenuta; nel Gran Valzer brillante op. 34 n. 2, la scrittura alterna con maggiore evidenza slancio virtuosistico e ripiegamento lirico, facendo convivere brillantezza e introspezione nella stessa architettura musicale.
Il momento creativo
Uno dei momenti più significativi della serata è stato il bis improvvisato su note suggerite dal pubblico. Circa cinque minuti di creazione dal vivo, in stile chopiniano ma attraversati dal linguaggio personale del Maestro, conclusi in modo brillante e accolti da applausi prolungati.
A grande richiesta, un ulteriore bis sul Preludio op. 28 n. 4 ha chiuso la serata nel segno della concentrazione e della memoria.
Un segno per Arcadia
“Raccontando Chopin” non è stato soltanto un omaggio a un grande compositore, ma la conferma della vocazione dell’Associazione Arcadia a proporre progetti che uniscono rigore interpretativo, studio e divulgazione.
La partecipazione proveniente anche da fuori città testimonia come la musica, quando viene costruita con visione e autenticità, possa diventare centro di attrazione culturale per l’intero territorio.
Un evento unico, nato per commemorare il 1° marzo non come semplice ricorrenza, ma come atto consapevole di memoria condivisa.


















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